Descrittivo dei principali insetti parasiti del pioppo

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(Ente nazionale per la cellulosa e per la carta - 1972)

Punteruolo (Cryptorhynchus lapathi L.)

L'adulto è un coleottero lungo 6-9 mm di colore nero con squamette bianchicce o rosee, con capo prolungato a rostro alle cui estremità si trova l'apparato boccale. La larva matura, con capo marrone e corpo biencastro piegato a forma di " C ", è lunga 1 cm.

L'insetto ha una generazione all'anno, con comparsa degli adulti a maggio-giugno. Questi si trovano in campo fino ad autunno inoltrato; le femmine depongono le uova, isolate, in numero di 30-40 per ciascuna, in piccoli fori praticali alla base dei rametti o presso le cicatrici fogliari, nel periodo compreso tra luglio ed  ottobre. Dopo 15-20 giorni di incubazione nascono le larve che si fermano nei tessuti corticali senza nutrisi fino al febbraio successivo, quando cominciano a scavare una galleria di solito ad andamento anulare. Dalla metà di aprile in poi penetrano nel legno con una galleria, generalmente ascendente, lunga circa 10-15 cm al termine del ciclo larvale, che raggiunge la zona midollare se l'attacco si verifica su piante di piccolo diametro; alla sua estremità superiore la larva matura si trasforma in pupa. L'adulto per fuoriuscire sposta la rosura, seguendo a ritroso il cammino fatto dalla larva nello scarvare la galleria.

I danni possono essere molto gravi allorché vengono attaccati i pioppi in vivaio od ai primi due-tre anni dalla messa a dimora oppure il cimale di piante ancora giovani. La lotta si attua in marzo-aprile, quando le larve si nutrono ancora della corteccia, con irrorazioni al fusto adoperando Dipterex oppure Cidial alla dose di 200 gr/hl principio attivo (1972 !).

Saperda maggiore (Saperda carcharias L.)

 L'adulto è un coleottero lungo 25-30 mm, di colore grigio o giallastro, con antenne lunghe quasi quanto il corpo. La larva, la cui lunghezza a maturità è di 4-5 cm, si presenta con capo marrone e corpo di color bianco cremeo.

La Saperda ha una generazione biennale, cioè dalla deposizione dell'uovo alla comparsa dell'adulto intercorrono circa due anni. Gli adulti compaiono tra agosto e settembre e si nutrono delle foglie di pioppo. Le uova vengono deposte nello spessore della corteccia, entro incisioni prodotte con le mandibole, nel periodo autunnale, e schiudono in aprile-maggio della primavera successiva. Le larve neonate si nutrono per un mese circa della corteccia e quando hanno raggiunto la lunghezza di 10-12 mm penetrano nel legno in cui scavano una galleria che comunica con l'esterno attraverso un foro dal quale esce la rosura e, spesso, cola la linfa. Le larve trascorrono in riposo l'inverno e nella primavera seguente riprendono l'attività e raggiungono la maturità in luglio. L'impupamento avviene nella stessa galleria larvale. L'adulto fuoriesce dopo un mese circa.

I danni generalmente sono molto gravi sia sulle piante giovani, che sotto l'azione del vento possono stroncarsi, sia sulle piante adulte che non possono essere utilizzate per impieghi altamente remunerativi essendo il legno attraversato da gallerie.

La lotta va fatta contro le larva neonate, in aprile-maggio, irrorando il tronco con Cidial oppure con Dipterex alla dose di 300-400 gr/hl di principio attivo (1972!). E molto importante eseguire il trattamento quando le larve non sono ancora penetrate nel legno e si nutrono dei tessuti corticali. Quando le larve sono già penetrate all'interno del legno bisogna intervenire con i cosiddetti "Mastici antiverme" oppure iniettando appositi insetticidi fumiganti.

Tarlo vespa (Parenthrene tabaniformis Rott.)

L'adulto è una farfalla con le ali membranose ed il corpo nero, con 3-7 strisce trasversali di colore giollo, tali da renderlo molto simille ad una vespa. La larva matura raggiunge 2-3 cm di lunghezza con capo di colore rosso mattone e corpo bianco-sporco con riflessi violacei.

Gli adulti volano da maggio ad agosto. Le femmine depongono in questo periodo numerose uova isolate, alla base delle gemme e dei rametti, nelle screpolature della corteccia e nelle cicatrici prodotte da ferite, o tagli. Dopo 10-15 giorni nascono le larvette che iniziano a rodere i tessuti fra legno e corteccia, quindi, divenute piu robuste, penetrano nel legno o nel midollo delle piante piu giovani e scavano una galleria che di solito è ascendente e che a completo sviluppo raggiunge una lunghezza di 10-15 cm. La larva cessa l'attività per tutto il periodo invernale, poi, in primavera, riprende l'alimentazione ed a maggio raggiunge la maturità e si trasforma in crisalide nella medesima galleria. L'adulto esce dopo circa 20 giorni.

Sulle giovani piante in corrispondenza al foro d'ingresso della galleria si forma un tipico rigonfiamento che ne permette il riconoscimento. La lotta va praticata con irrorazioni ai rami ed al fusto a base di Rogor, Cidial o Dipterex, alla dose di 120 gr/hl di principio attivo (1972!). Il trattamenti, che saranno ripetuti due o tre volte a distanza di 12-15 giorni l'uno dall'altro, dovranno essere effetuati a partire dalla seconda metà di giugno seguendo lo sfarfallamento degli adulti attraverso le spoglie delle crisalidi che restano attaccate ai fori delle gallerie larvadi; il primo trattamento va fatto dopo 20 giorni dalla comparsa delle prime spoglie. Nel caso in cui la larva sia già penetrata nel legno si puo intervenire con i "Mastici antiverme" o iniettando appositi insetticidi fumiganti.

Crisomela (Melasoma populi L.)

Gli adulti passano l'inverno nel terreno o al riparo di ricoveri naturali. Al principio della primavera si portano sui giovani getti e sulle tenere foglie per nutrirso. Dopo una decina di giorni la femmina depone sulla pagina inferiore delle foglie gruppetti di 10-30 uova allungate, di color giallo rossiccio disposte verticalmente una vicino all'altra.

Le larve, che nascono dopo 7-15 giorni, incominciano a divorare le parti piu tenere delle foglie, poi a mano a mano che crescono attaccano tutto il lembo lasciando soltanto le nervature. Dopo 18-25 giorni si fissano alla pagina inferiore delle foglie, o ai rami e si impupano. Dopo una settimana compare l'adulto ed ha inizio cosi una nuova generazione. Durante l'anno se ne contano due o tre. Gli adulti dell'ultima si trovano sulle foglie fino alla caduta di queste e svernano cercando riparo nel terreno al piede delle piante.

L'insetto è dannoso soprattutto ai vivai e alle piante da poco messe a dimora. La lotta si fa sia contro gli adulti che contro le larve mediante trattamenti con arseniato di piombo nella proporzione dello 0,5-0,6% (500-600 gr in 100 litri d'acqua) o con esaclorocicloesano tecnico (al 7,5% di isomero gamma) anche questo alla dose di 500-600 gr/ht (1972!).

Afide lanigero (Pholoemyzus passerinii Sign.)

L'Afide lanigero, come la maggior parte degli afidi, presenta forme con o senza ali. Gli alati sono rari e compaiono di solito alla fine dell'estate. Le forme senza ali, che sono le piu comuni, hanno colore del corpo grigio-verdastro lungo 1-1,5 mm e si ricoprono della caratteristica cera biancastra lanuginosa che rende ben evidenti le colonie. Queste si formano inizialmente in fondo alle fessure della corteccia o in corrispondenza delle lenticelle e, in caso di grandi infestazioni, ricoprono completamente i tronchi e i rami.

L'insetto compie fino a 12-14 generazioni in un anno, vive sulla corteccia (del fusto, dei rami e delle radici superficiali) mai sulle foglie; una delle parti preferite è la zona del fusto all'altezza delle prime ramificazioni. L'insetto succhia la linfa e inietta nelle piante la sua saliva che ha un effetto irritante sulle cellule della corteccia cosicché i pioppi attaccati reagiscono formando degli strati di cellule suberificate di colore rossastro.

Se le colonie dell'Afide sono estese fino ad avvolgere tutto il tronco e se l'attacco dura a lungo, le piante colpite deperiscono e possono anche morire. Nei casi meno gravi la corteccia si presenta di colore rossastro e si puo fessurare lasciando colare la linfa.

La maggior parte dei pioppi detti "caroliniani" (P. deltoides Angulata) sono resistenti all'Afide lanigero, gli altri sono piu o meno sensibili. 

Lo sviluppo dell'Afide lanigero è favorito dal clima caldo-umido e cio rende difficile prevedere in anticipo se un trattamento è indispensabile o no. In genere se a fine maggio-metà giugno le colonie sono numerose, anche se di modesta estensione, conviene fare il trattamento, perché è molto probabile che nei mesi estivi l'attacco si estenda. Dopo la metà di agosto i trattamenti non sono consigliabili perché lo sviluppo delle colonie dell'insetto comincia a diminuire.

 

 

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