Pioppicoltura italiana


Dr. Michele SEKAWIN

Istituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura

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Comportamento dei pioppi di selezione italiana in Olanda, Belgio e Francia - 1960

 Nel periodo fra il 7 agosto e il 10 settembre 1960 il Dott. Michele Sekawin dell'Istituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura di Casale Monferrato ha compiuto un viaggo di studio attraverso le principali zone pioppicole dell'Olanda, del Belgio e della Francia.

Il principali obiettivi del viaggo erano:

- studio dei sistemi di controllo varietale
- raccolta di notizie sugli studi in corso e i metodi usati presso i vari Istituti di di ricerche
- riliovi sul comportamento in vari ambianti ecologici dei cloni di pioppo selezionati in Italia.

1) In tutte le zone visitate, i cloni di pioppo selezionati in Italia, o almeno alcuni di essi, hanno dato risultati soddisfacenti nei riguardi dello sviluppo, eguagliando, e spesso superando notevolmente i cloni e le cultivar diffusi nella zona.

2) Il migliore di tutti è senza alcun dubbio il clone " I 214 ". Segue l' "I 154", il quale risulta anche superiore al primo nei terreni acidi. Il clone "I 455" ha dato, salvo poche eccezioni, risultati modesti o anche scadenti. Occorre pero notare che in tutte le località visitate la sperimentazione è stata condotta esclusivamente in pioppeto specializzato; converrebbe forse sperimentarlo nella coltura di ripa, per la quale questo clone si è dimostrato piu adatto in Italia. Nel libro "La culture du Peuplier" 1957, il Pourtet scriveva a proposito del clone "I 455" : "Peuplier plus plastique que P. robusta dont il pourrait constituer un bon succédané pour les bordures et les alignements malgré l'inconvénient de son coton".

Il clone "I 262" non sembra offrire alcun vantaggio che ne giustifichi la diffusione. Le osservazioni sul sue comportamento all'estero confermano la sua natura esigente. Dal momento che vi è qualche dubbio circa l'opportunità di diffonderlo maggiormente in Italia, dove la coltura del pioppo è concentrata nei ricchi terreni agrari, tanto meno appare conveniente la sua diffusione nei Paesi in cui il pioppo viene coltivato prevalentemente in terreni poveri o anomali.

Per la stessa ragione è da sconsigliare il clone "I 476". Il clone "I 488", sperimentato solo in poche località e su scala ridotta, ha dato risultati negativi.

Il clone " I 45/51 ", a giudicare dal vigoroso sviluppo in vivaio, merita un'accurata sperimentazione. La sua nota plasticità edafica puo essere particolarmente utile negli ambienti pedologici meno favorevoli. Nei piantamenti su pascolo, tanto diffusi nel Nord, possono considerarsi senz'altro come vantaggi il sesso maschile e quindi l'assenza di "cotone", la scarsa sensibilità fototropica per cui si mantengono diritte anche le piante isolate e quelle poste sulle ripe, la robustezza del fusto nella parte inferiore che lo rende resistente agli urti, e la corteccia spessa, atta a limitare i danni causati dal bestiame o da roditori.

3) L'attecchimento delle pioppelle è generalmente eccelente in Olanda, in Belgio e nella Francia Settentrionale e Nord-Occidentale. Cio è dovuto probabilmente alla costante elevata umidità dell aria e alla freschezza dei terreni, in prevalenza torbosi o argillosi. Nella Francia Meridionale invece il problema del  l'attecchimento acquista un' importanza maggiore.

4) Per quanto possa sembrare paradossale, anche il problema dei danni causati dai geli invernali appare piu serio nella Francia Meridionale che non nella zona del Mare del Nord. In Olanda e in Belgio è molto raro vedere piante spaccate dal gelo. Si puo ponsare che cio sia dovuto all'umidità dell' aria costantemente molto elevata che impedisce i repentini sbalzi di temperatura. Andando verso l'interno del Continente, la frequenza delle spaccature da gelo va aumentando.

Per quanto riguarda la sensibilità al gelo dei vari cloni, si è vista la minore sensibilità del "I 214" rispetto al Robusta. La resistenza del I 214 è praticamente soddisfacente. Tuttavia conviene evitare le stazioni esposte a correnti d'aria fredda, quelle eccessivamente umide in zona fredda, e d'altra parte anche quelle troppo permeabili, con ghiaia e sabbia grossolana.

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